mercoledì 28 agosto 2019

Capitolo 9

Derek's pov
<< Cleo, voleva controllarmi il cellulare per vedere chi era >> le risposi
<< Lasciala, è inutile che ci stai ancora insieme >> mi disse con certezza.
Ho paura di farla soffrire dopo quello che le è successo:<< Dai, chiamala e lasciala, che aspetti? >> mi domanda scontrosa
<< Okay provo a telefonarle >> le dico. Il cellulare continua a squillare ma lei sembra non rispondere, e proprio quando sto per richiudere Sofia risponde:<< Ciao Derek dimmi >> ho paura di non riuscire a dirle ciò che le devo dire, sono stato così bene con lei in questo periodo:<< Dai, diglielo che aspetti? >> mi sussurra Cleo sottovoce:<< Senti Sofi devo confessarsi una cosa... Quando eri in coma... Ho iniziato a sentire un'altra ragazza e preferisco che rimaniamo amici. Scusami. >> le dico
<< Ma che stai dicendo? >>  mi domanda come se stesse piangendo :<< Hai capito benissimo. Ora scusami devo andare, è stato bello finché è durata >> le dico e riattacco. È stato difficile ma ce l'ho fatta.

Sofia's pov 
Non riesco a crederci, com'è potuto succedere? Ha approfittato del fatto che io fossi in coma per iniziare a sentire un'altra ragazza. Provo a chiamare Stefano: colui che per me c'è sempre stato, colui che mi ha sempre asciugato le lacrime quando ce n'era bisogno, colui che mi sopporta e mi supporta allo stesso tempo:<< Ehi, piccolina dimmi >> mi risponde Stefano dopo due squilli:<< Ste puoi venire qui in ospedale da me? >> gli rispondo piangendo:<< Sofi che hai? Perché piangi? >> mi chiede impanicato:<< Non fare domande, ti prego vieni qui >> gli dico:<< Ve bene, tra venti minuti sono da te. >> mi risponde riattaccando.
Esattamente venti minuti più tardi sento bussare alla porta della mia stanza: è lui, appena lo vedo riesco a calmarmi e mi asciugo le lacrime, si siede in fondo al mio letto continuando a fissarmi:<< Dai, piccolina smetti di piangere, ora ci sono io qui con te, non pensarci più>> mi tranquillizza mettendomi un braccio sulle spalle, stringendomi a lui, poso la testa sulla sua spalla e gli prendo la mano libera  con la consapevolezza che lui sarà sempre presente nella mia vita.
<< Non sai quanto hai fatto preoccupare me, Marco e Cassie >> mi dice guardandomi, ero consapevole del fatto che loro, le persone di cui mi ero fidata ciecamente, fossero state in pensiero per me, ho sempre avuto tanta fiducia in loro forse perché ci sono sempre stati quando io ero giù, quando avevo bisogno di qualcosa, quando stavo male, ed anche io ho fatto lo stesso con loro.
La nostra conversazione viene interrotta da un'infermiera con una ragazza su una sedia a rotelle:<< Sof lei sarà la tua compagna di stanza fino a quando non ti dimettono. >> mi dice l'infermiera.
La guardai nella speranza di essere dimessa il prima possibile.

Due giorni dopo
Finalmente mi hanno dimesso e sono tornata a casa, il mio migliore amico, Stefano, mi è sempre stato accanto e mi ha messa in guarda da Matteo che mi ha scritto una settimana prima di essere dimessa.
Stefano ha paura che Matteo possa farmi del male, a me sembra un bravo ragazzo, mi fa stare bene: mi dà nomignoli stupidi, fa battutine stupide sulla mia altezza ma so che scherza e non gli do troppo peso.



mercoledì 14 agosto 2019

Capitolo 8

Sofia's pov
Derek è qui seduto accanto a me, riesco a sentirlo ma non posso abbracciarlo, non posso baciarlo, non posso parlargli.
Ho sentito i medici riferire a Derek che sono in coma e, che se non mi risveglio entro 24 ore me ne andrò. Com'è possibile? Perché non riesco a svegliarmi? Perché riesco a pensare, a capire e a sentire le persone che mi circondano, ma non riesco ad aprire gli occhi?
Vorrei tanto mettermi a strillare, ma il mio corpo me lo impedisce, anche se ci provo con tutta me stessa non riesco a reagire, vorrei poter far sapere a Derek che riesco a capire tutto ciò che succede attorno a me, vorrei tanto poter aprire gli occhi, di che cos'ho bisogno per potermi svegliare?
Mi rendo conto che le ventiquattro ore stanno volando ma perché non riesco a svegliarmi? Perché?
<< Principessa non lasciarmi >> mi dice il mio adorato Derek.
Amore mio sono qui. Ascoltami ti prego.
<< Sappiamo tutti che ti piace dormire e che sei pigra ma adesso basta dormire. Devi svegliarti>>
Tu non sai quanto io vorrei svegliarmi. Vorrei tornare da te.
Tra le tue braccia.
Sono passate un paio d'ore da quando Derek è andato via, ha iniziato a piovere: io amo quando piove magari questo mi aiuterà a svegliarmi.
Poco più tardi sento dei passi dirigersi nella camera da letto: i soliti due infermieri che vengono a controllare come sto:<< Forza Sofi devi svegliarti sono tutti preoccupati per te, soprattutto Derek >>.
So quanto Derek possa essere preoccupato per me, come faccio a dimenticarlo? Non lo abbandonerò nemmeno se lui me lo chiedesse, a questo pensiero e al rumore che la pioggia fa sull'asfalto riesco a svegliarmi:<< Sofia sei salva >> mi dice uno dei due infermieri:<< Ma cosa mi è successo? Dove mi trovo? >> ho tante domande per la testa ma non riesco a ricordare nulla dell'accaduto.
Riesco a sentire l'infermiere che parla con un certo Derek è gli sta riferendo che mi sono appena svegliata dal coma. Ma chi è questo Derek? Perché non mi ricordo di lui? Perché mi sembra di aver sentito questo nome ma non so dove?
<< Sofi riesci a vedermi? >> mi chiede uno dei due, ma perché mi chiede se lo vedo?
<< Certo che ti vedo. Perchè me lo chiedi? >> domando incuriosita
<< Te lo spiegherò più tardi >> mi risponde dirigendosi verso la porta d'uscita.
Più passano le ore più non riesco a ricordarmi nulla di ciò che mi è accaduto, ricordo solo che ero distesa a terra ed il cellulare continuava a squillarmi, decido di consultare la rubrica per vedere le ultime telefonate ricevute, e noto le chiamate di quel Derek di cui parlavano prima gli infermieri: Ma chi è? Come fa a conoscermi? Perché non mi ricordo di lui? Com'è possibile?
I miei pensieri vengono interrotti da alcuni passi a me familiari che entrano nella mia camera da letto di questo dannatissimo ospedale:<< Sofi sei uscita dal coma! >> mi dice un ragazzo alto con occhi e capelli castani, ma proprio non mi ricordo chi sia:<< Scusa ma ci conosciamo? >> gli chiedo convinta
<< Sofi ma che stai dicendo? Possibile che non ti ricordi nulla? Sono il tuo ragazzo >>
Il mio ragazzo? Ma io non ho un ragazzo.
<< Il mio ragazzo? Ma cos...? >> prima che potessi finire la frase mi bacia, le sue labbra sono così morbide, le sue mani sono ancora intrecciate alle mie, qualcosa inizio a ricordare: lui il mio Derek, lui semplicemente lui, ciò che di più dolce esista sulla Terra:<< Adesso riesci a ricordare qualcosa? >> mi domanda staccandosi dal bacio
<< Si, qualcosa riesco a ricordare, ma non ricordo come sono finita in osp... >> Il suono di un messaggio mi blocca: controllo il mio cellulare ma nel mio non c'è nessun messaggio da leggere.
<< Chi è? >> domando a Derek curiosa di sapere chi fosse: << Nessuno >> mi risponde mentendo, lo capisco quando mi mente:<< Stai mentendo. Chi era? >> gli chiedo nuovamente: ho paura che mentre ero in coma abbia iniziato a sentire un'altra: << Ti ho detto che non era nessuno >> mi risponde arrabbiato:<< Allora fammi controllare il cellulare >> gli dico leggermente arrabbiata:<< Assolutamente no. Non sono affari tuoi >> mi risponde
<< Ma sono pur sempre la tua ragazza. Ora esci da questa stanza >> gli dico, e lui senza opporsi esce dalla mia stanza.

lunedì 5 agosto 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 7

Derek's Pov

Sono così tanto preoccupato per Sofia... sono ore che è in sala operatoria.
Com'è potuto succedere? Se solo fossi andato io a prenderla anziché farle prendere il motorino, se solo il pirata della strada fosse uscito più piano da quella via; mi sento in colpa per quello che le è successo, non so se riuscirò a perdonarmelo.

<< Dov'è Sofia? >> sento chiedere alle mie spalle, mi giro di colpo, temo sia il fratello, è un ragazzo alto, con gli occhi verdi e i capelli scuri proprio come Sofia. Sembra arrabbiato o forse è solo una mia impressione.
 << La stanno operando agli occhi per farle tornare la vista >> gli rispondo.
<< E tu chi saresti? >> mi chiede incuriosito.
<< Sono il suo ragazzo da  qualche mese ormai. E tu chi saresti? >> gli chiedo.
Ho paura che se non fosse il fratello possa essere qualcuno che vuole portarsela via.
<< Io sono Marco, il fratello di Sofia >>.
Meno male.

Ormai è quasi l'ora di pranzo e Sofia ancora non la riportano in stanza, inizio davvero a preoccuparmi: perché la tengono così tanto in sala operatoria?  Perché non mi riportano la mia principessa? Anzi, la mia bella addormentata?
Poco dopo sento la barella rientrare in stanza: è Sofia, ha delle bende sugli occhi per via dell'intervento.
<< Tra un paio d'ore le toglieremo le bende >> mi dice l'infermiere.
<< Com'è andata l'operazione?>> domando ad un dottore, sperando in una risposta positiva.
<< Tecnicamente bene, ma se non si sveglia entro 24 ore, la situazione potrebbe farsi molto complicata >> mi risponde il medico.
Rimango immobile, fissando Sofia: il sangue si è gelato ed il respiro bloccato.
Non riesco a capacitarmi della frase che mi è stata appena detta dal dottore.
Ventiquattro ore.
Solo ventiquattro ore.
Ventiquattro fottutissime ore.
Continuo a fissare Sofia, così pallida in viso, attaccati a dei macchinari che probabilmente la tengono in vita e la nutrono, vedere la propria ragazza in certe condizioni non lo auguro a nessuno, nemmeno alla persona che odio di più su questo mondo, so che lei è forte e che ce la farà, ma io devo essere forte con lei.
Sposto la sedia accanto al letto grigio dell'ospedale, non mi piace vederla così, per me è una  sofferenza troppo forte, faccio appello a tutto il coraggio che ho per non piangere ma fallisco miseramente.
Le prendo la mano e sobbalzo. È fredda come il ghiaccio, solitamente non è così fredda la sua mano.
In questa stanza mi ritrovo in un silenzio che non mi rassicura per niente, a parte il suono di questi macchinari che tengono in vita Sofia; ma anche così, con quelle bende sugli occhi, con quelle labbra rosa schiuse è sempre la più bella.
Inizio a pensare che io non merito una ragazza come Sofia, lei è troppo per me, ma è troppo un po' per tutti.
Se adesso è in queste condizioni la colpa è anche mia, se solo non le avessi permesso di prendere il motorino forse adesso non sarebbe qui in questo maledettissimo letto d'ospedale.
<< Forza principessa ce la farai, anzi ce la faremo >> le sussurro stringendole la mano, ed è proprio in quel momento che Sofia mi dà un "segno di vita" : mi stringe la mano ma solo per pochi secondi.
Dopo venti minuti sento gli infermieri entrare in stanza per toglierle le bende.
<< Mi raccomando stalle vicino >> mi dice uno dei due, alto all'incirca sul metro e ottanta, con i capelli biondi e gli occhi azzurri sulla venticinquina. Sembra una brava persona.
<< Lo farò >> lo rassicuro.

mercoledì 31 luglio 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 6

Sofia's pov


Ma cosa mi è successo? Dov'è l'ambulanza? Sento che il sangue continua ad uscirmi dal sopracciglio, continuo a vedere tutto nero ma non riesco a ricordare cosa mi sia successo. Il cellulare continua a squillare, chi sarà? Finalmente riesco a sentire le sirene dell'ambulanza in lontananza e, dopo circa venti minuti, arrivo in pronto soccorso. Nel corridoio riesco a percepire la voce di Derek: << Come sta? >> domanda ad un'infermiera: << Ha battuto la testa quando è caduta procurandosi un taglio sul sopracciglio e le abbiamo dovuto mettere all'incirca sette punti. Da quanto mi hanno riferito, ha perso la vista ed è in coma e non sappiano se si sveglierà >> gli risponde.
<< Come non sapete se si sveglierà? Che significa? >> le domanda Derek impanicato.
Vorrei potermi svegliare e tornare a vedere tutto, specialmente Derek; non voglio che lui stia male per me, vorrei potermi svegliare e non vedere tutto nero.
<< Vuole vederla? >> domanda l'infermiera senza ottenere una risposta, sento dei passi avvicinarsi al mio letto e riconosco quelli di Derek che decide di sedersi accanto a me. Riesco quasi a sentire il suo calore: << Perché ha il tubo per respirare? >> domanda piangendo all'infermiera.
<< Perché respirava a fatica >> gli dice l'infermiera, preoccupata di come potrebbe reagire.
<< La salverete vero? >> domanda calmo.
Quanto vorrei svegliarmi per tranquillizzarlo, vorrei che tutto ciò non fosse mai successo, ho paura di non risvegliarmi e lasciare solo Derek, vorrei solo riabbracciarlo.
<< La salverete vero? >> ripete Derek alzando un po' la voce verso l'infermiera.
<< Faremo il possibile >> gli risponde lei, uscendo dalla stanza.

Sento l'aria tesa, il mal di testa aumenta: ho una mano di Derek poggiata sulla mia e l'altra che mi accarezza il viso.
Un'ora e mezza dopo, arrivano due infermieri: << Lei è il ragazzo di Sofia? >> domanda uno dei due a Derek.
<< Sì, sono io.  Perché? >> risponde Derek << Dove la state portando? >> 
<< Dobbiamo operarla agli occhi per farle tornare la vista >> gli risponde uno dei due infermieri togliendomi il tubo dell'ossigeno, vedendo che respiravo meglio di quando ero arrivata in ospedale.
<< E si sveglierà dal coma? >> domanda Derek quasi sull'orlo del pianto con la voce tremante,
<< Non lo sappiamo. Lo speriamo >>

Ma davvero sto lottando per la vita e la morte?
Davvero potrei non svegliarmi più?

Vorrei svegliarmi ed abbracciare forte Derek, se solo riuscissi a svegliarmi prima dell'intervento.
Non devo avere paura, devo essere forte, devo essere forte perché voglio continuare ad essere felice insieme a Derek, perché da qui ad un mese ho il concerto di Benji e Fede, devo essere forte per i miei iscritti su Youtube, insomma devo essere forte per tanti motivi.
Chissà come staranno Cassie, Marco e i miei genitori dopo che hanno saputo dell'accaduto, chissà quanto saranno felici quando mi sveglierò e soprattutto se mi sveglierò, devo superare quest'intervento con tutte le forze che ho.

lunedì 15 luglio 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 5

Derek's pov


Saranno ore che sono chiuso in camera pensando a Sofia... Ancora non riesco a credere che lei sia la mia ragazza, sarebbe piaciuta tanto a mia madre. Molte volte prendo una delle sue foto più belle e le parlo, le parlo tanto ed ogni volta finisco per piangere.
Dopo dieci minuti che sembrano anni decido di parlarle anche oggi:
"Ciao mamma,
 A volte vorrei che tu fossi qui, per esempio adesso. Vorrei tanto che tu conoscessi Sofia, sai, ti sarebbe piaciuta, ha le tue stesse passioni: ama la lettura, la scrittura e lo sport, quando sono con lei mi sembra di essere con te.
Sai, ti somiglia molto per il semplice fatto che ha gli occhi verdi ed i capelli mori e lunghi come i tuoi.
Sappi che ti penso spesso e mi manchi tanto, ti voglio bene".

Anche oggi sono finito in lacrime.

Ad un certo punto sento dei passi dirigersi verso la mia camera da letto, mi asciugo in fretta le lacrime e poco dopo sento bussare alla porta della mia stanza e vedo la maniglia abbassarsi violentemente. Mi giro di colpo e vedo Emma entrare nella mia stanza: si è trasferita da poco nella scuola di Sofia, io la conosco ormai da anni e mi viene dietro da quando ci siamo conosciuti, è sempre stata odiosa nei confronti di tutti, ma con me cerca sempre di essere gentile e graziosa.
<< Cosa vuoi? >> le domando.
Mi fissa come se fossi l'ottava meraviglia del mondo: << Cosa ci fai con Sofia? Ci sono ragazze molto più belle di lei qui a Verona >> mi dice.
La fisso con la fronte aggrottata.
<< Io voglio lei e nessun'altra, volevo una ragazza in grado di sconvolgermi la vita in senso positivo e lei ci è riuscita, ci sto bene e non ho intenzione di lasciarla, okay? >> le rispondo convinto di ciò che sto dicendo.
<< Sofia non è poi così bella. Non si trucca quasi per niente, ha sempre quei dannati capelli legati ed è sempre stata chiusa con molte persone >> mi risponde.
In questo momento vorrei Sofia con me e non Emma, vorrei essere sdraiato sul mio letto l'uno accanto all'altra, con lei fra le mie braccia ed il suo viso contro il mio petto, mi piacerebbe tanto sentire il suo profumo sulle mie lenzuola.
<< Senti, Emma, io voglio solo Sofia nella mia vita, quindi ora vai via perché tanto con me non avrai mai una possibilità. Ciao >>.
Emma esce dal portone dal portone di casa con le lacrime agli occhi, come al solito. Circa mezz'ora dopo, bussa mio padre alla porta:<< Derek, vieni a cenare? È pronto >> mi avvisa.
<< No, papà ,non ho appetito, forse più tardi mangerò qualcosa >> gli rispondo un po' agitato.

Decido di telefonare a Sofia: il cellulare squilla, ma Sofia non risponde, le scrivo messaggi su messaggi ma non risponde nemmeno lì.
<< Papà? Papà? >> chiamo mio padre urlando.
<< Derek, che succede? Perché sei così agitato? >> mi risponde mio padre, preoccupato.
<< Sofia... >> gli dico bloccandomi senza aggiungere altro. Una lacrima mi riga il viso: cosa le sarà successo?
<< Che è successo a Sofia? Parla >>
<< Non mi risponde né alle chiamate né ai messaggi, ho paura che possa esserle successo qualcosa >> gli confesso in lacrime.
<< Aspetta, provo a chiamare a casa, magari risponde lì >> mi risponde tranquillizzandomi.
Ma purtroppo non risponde neanche lì.

L'agitazione si fa sempre più forte e non riesco più a capire cosa mi sta succedendo.

giovedì 4 luglio 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 4


Sofia's pov

Si avvicina sempre di più alle mie labbra ed io faccio lo stesso, facendogli credere di voler ricambiare il bacio, ma poi cambio direzione e mi avvicino al suo orecchio:
<< Non è ora di farla abbassare, quella bandiera lì sotto? >> gli sussurro, poi mi alzo e mi dirigo di nuovo verso la palestra.
<< Mamma mia, che figura! Se n'è accorta >> borbotta ad alta voce, forse senza rendersene conto.
<< Guarda che ti ho sentito >> gli dico ridendo e torno in palestra .
Un'ora e mezza dopo finisco l'allenamento e mi avvicino a Derek.
<< Ehi va meglio? >> gli chiedo.
<< Si, va meglio grazie >> mi risponde felice
<< Si è abbassata la bandiera? >> gli domando scherzosa
<< Si, si è abbassata tranquilla, grazie >> mi risponde.
Poco dopo, sento il mio cellulare squillare: mio fratello. Decido di rispondergli davanti  a Derek.
<< Ehi Marco dimmi >> 
Derek mi sta guardando con gli occhi pieni di rabbia e i pugni serrati. "C'è qualcosa che non va" penso tra me e me.
<< Sofy, hai capito cosa ti ho detto? >> mi domanda mio fratello
<< Ero un attimo distratta, puoi ripetere per favore? >> intanto Derek si fa rosso in viso. Vorrei saperne di più su questa situazione: quando eravamo fuori gli si è alzata la bandiera, ora è geloso o una specie, perché sto parlando con mio fratello... ma cosa significa tutto questo?
<< Tra 10 minuti passo io e poi usciamo, va bene? >> mi rispiega pazientemente lui.
<< Va bene. A dopo >>
Derek è ancora un po' rosso in viso e decido di chiedergli la motivazione. Lui mi fa cenno di seguirlo fuori per parlare senza tutto il rumore che fanno le persone con gli attrezzi.

Appena usciamo fuori mi prende la mano e mi chiede se sono fidanzata.
<< No, però mi sta piacendo un ragazzo che ho conosciuto da poco >> gli rispondo. Si vede che è triste.
<< E tu? Sei fidanzato? >> gli chiedo cercando di rompere quel silenzio imbarazzante.
<< No, purtroppo no. Però c'è una ragazza che mi piace, farei qualunque cosa per averla >> mi risponde con un po' di malinconia.
<< E perché non ti dichiari? >> gli chiedo con le dita ancora intrecciate alle sue.
<< Perché non so se... >>
<< Diglielo e basta senza se e senza ma >> lo interrompo io.
Mi fissa e sorride, ma io non capisco.
<< Dai, che aspetti? Vai a chiederle se vuole diventare la tua ragazza >> insisto "io continuo a soffrire per te, pur di vederti felice" penso tra me e me.
<< Non ho bisogno di muovermi da qui per farle questa proposta >>
Lo guardo con aria interrogativa, non sapendo cosa stesse dicendo: << Ma cos... >>
<< Sof, vuoi diventare la mia ragazza? >> 
Il cuore inizia a martellarmi forte nel petto e le gambe sembrano volermi cedere.
<< Sì, voglio essere la tua ragazza >> gli rispondo con convinzione, ma proprio nel momento in cui stiamo per baciarci, arriva mio fratello.
<< Mio fratello, devo andare via >> gli dico.
<< Fate quello che dovete fare io intanto rigiro >> ci dice sorridendo lui e quando meno me lo aspetto, Derek  mi bacia. 
E' un bacio lungo ed appassionato e io non mi accorgo che Marco ci sta guardando. Alla fine suona il clacson della sua automobile.
<< Devo proprio andare. A domani >> dico con un po' di rossore in viso, ma Derek mi ferma e mi abbraccia forte.
<< Ci vediamo domani >> mi dice baciandomi sulla fronte.
Salgo a bordo dell'auto di Marco che mi fissa.
<< È vero che sarò il primo a conoscerlo? >> mi chiede con l'aria di una persona che vuole proteggermi da qualcosa.
<< Sì, sarai il primo >> gli rispondo ridendo.

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lunedì 17 giugno 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 3


Derek's pov


L'ho conosciuta solo oggi e già mi piace, temo di non aver mai visto una ragazza come Sofia. Forse lei è la persona giusta per me, quella che magari mi aiuterà ad uscire da questo tunnel buio in cui sono finito, ma come faccio a farla diventare mia? Come faccio a conquistarla?
<< Come ti sembra Sofia? >> mi chiede da dietro il bancone della reception Maria, che forse si è accorta che c'è qualcosa che non va in me.
<< È la ragazza più bella che io abbia mai visto, vorrei poterla conoscere e farla diventare mia, ma chissà se ricambia... >> le rispondo con un po' di tristezza sia nella voce che negli occhi. Forse sarà una guerra persa, forse sarà già fidanzata e a me non ci pensa minimamente.
<< Ti do un consiglio: esci con lei, conoscila e poi vedi come va >> mi risponde facendomi tornare alla realtà.
Il giorno seguente sono impaziente di vedere Sofia per vedere se mi piace davvero, ma per fortuna due ore dopo l'attesa termina.
La vedo a qualche metro dalla porta d'entrata ed il cuore inizia a martellarmi nel petto: "Chissà se lei prova le stesse sensazioni che provo io", penso.
Appena entra in palestra mi saluta e mi sorride: "È talmente bella quando mi sorride" penso ancora, mi piacerebbe dirle ciò che provo per lei.
Quando la vedo entrare in sala attrezzi, fingo di non sentirmi tanto bene.
 <<Derek, che hai? >> mi domanda impanicata dirigendosi verso di me.
<< Sofy, non mi sto sentendo bene, ho bisogno di prendere un po' d'aria >> le rispondo convinto di quello che stavo facendo.
<< Dai, vieni ti accompagno fuori >> mi risponde gentilmente.
Mi avvio fuori con lei alle mie spalle, le prendo una mano per sentirla più vicina.
Usciamo fuori dalla palestra e mi siedo nel prato poco distante da lì. Sofia fa lo stesso, continua a tenermi la mano accarezzandola dolcemente.
<< Stai meglio? >> mi chiede.
<< Con te va sempre tutto bene >> le rispondo " Oddio, ma perché l'ho detto? Così capirà che mi piace" penso perplesso, proprio mentre il mio amichetto sta iniziando a fare i capricci lì sotto, questo non lo avevo previsto.
Spero che non lo veda, perché poi capirà che mi fa impazzire quando la vedo, quindi cerco di non dare troppo nell'occhio.
Le metto una mano fra i capelli e mi avvicino con la faccia alla sua per poterla baciare.
Anche lei si avvicina sempre di più a me, ma invece di accostarsi alla bocca si avvicina all'orecchio:<< Non è ora di farla abbassare, quella bandiera lì sotto? >> mi sussurra facendomi rabbrividire un po'.


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