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lunedì 5 novembre 2018

Per sempre tu

E mi ritrovo sotto terra, aspettando un treno che forse non passerà mai o che forse è già passato da tempo. 
Mi ritrovo sola, aspettando qualcosa, qualcuno… 
Ed è in questi momenti che ti vorrei qui, vorrei un tuo abbraccio, un tuo consiglio, un tuo sorriso. Ma ormai non ci sei più e con te hai portato via la parte migliore di me. Il mio sorriso non è più lo stesso, a casa non c’è più il tuo profumo e tutto ciò che mi resta sono i ricordi che ho di te impressi per sempre nella mia testa.


Gaia S.

domenica 4 novembre 2018

Le passioni

Per passioni si intendono i sentimenti che non si possono controllare o un interesse verso qualcosa che si vuole raggiungere a ogni costo.
Ma cosa sono le passioni per me, un ragazzo di vent’anni?
Volgo lo sguardo al presente: le mie passioni sono poche perché non riesco a distinguere una passione reale da un forte interesse; quindi, il nuoto, la musica, la lettura, gli amici e le ragazze.
Il mio futuro? Un’ossessione! Non so quali siano le mie passioni vere, quelle che mi faranno vivere; mi interessano molte cose come l’enologia o l’agraria in generale, il mondo della gastronomia o la professione di assaggiatore. Ovunque vada mi sento dire: “segui le tue passioni, fai ciò che ti piace, combatti per ciò che vuoi”. La mia paura più grande è che questi interessi si dimostrino un flop, che mi disinteressi e che rimanga senza nulla in mano, ma si sa la paura uccide più della guerra e delle malattie.
Tra un po’ dovrò fare una grande scelta e più ci penso più mi sento insicuro, ma meglio essere insicuro che non avere sogni.
Quindi, secondo me le passioni sono di tre tipi: le prime sono passioni di contorno, cioè quelle che per me sono le passioni di oggi; poi ci sono le passioni lavorative; infine, le passioni sentimentali, ma quelle sono un’altra storia. Sono tutte importanti e senza di esse la nostra vita sarebbe pari a quella di un sasso.
Le passioni sono le ragioni di vita, ciò che ti spinge ad andare avanti, ciò che ti fa sentire vivo.


Mikhail V.

venerdì 2 novembre 2018

Il calcio


Ma cos’è realmente?

Il calcio è qualcosa in grado di unire tutti quanti, tutte le persone del mondo.
Il calcio è un’emozione allo stato puro.
Il calcio regala emozioni indescrivibili, ma non solo. Regala delusioni per un goal sbagliato, delusioni per una partita persa, delusione e preoccupazione per un infortunio, timore al pensiero di non essere all’altezza, ma anche la forza: la forza di non mollare mai, la forza di prendere e rialzarsi, la forza di non chinare mai la testa, la forza di continuare a lottare e sudare per quella maglia e per quel pallone.
Però, a volte, ci soffermiamo e pensiamo: "Perché continuare?”, “Perché soffrire per un pallone nonostante le delusioni?”
Magari hanno ragione gli altri che ribadiscono fortemente che non serve a nulla correre dietro a un insignificante pallone, che non serve sprecare i pomeriggi per andare a fare allenamento anche sotto la pioggia e la neve, rinunciare ai sabati sera con gli amici, alle feste, solamente per essere con la mente lucida e il corpo pieno di energie per la partita della domenica, per quei 90 minuti che per noi significano molto.
Ecco cos’è il calcio: il nostro tutto.
Ho capito che non posso farne a meno. Regala sensazioni uniche che, solo chi ne è veramente appassionato potrà capire.
Ho capito che il calcio è una metafora della vita, forse la più bella, la più profonda, quella con le radici più spesse e resistenti.
“Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto” (Colin Kaepernick).


Francesco G.

mercoledì 24 ottobre 2018

Il lavoro

Fin da piccoli ci fanno domande come: “Che lavoro vuoi fare da grande?”. La maggior parte dei bambini fantastica sui tanti lavori che esistono, altri invece hanno già un’idea ben precisa del lavoro che vogliono fare e alcuni riescono ad avverare il proprio sogno. Una volta che si raggiunge l’età per iniziare a fare lavori estivi, sono pochi i ragazzi che intraprendono queste esperienze; la maggior parte di loro pensa a godersi l’adolescenza. 
Anche se fare esperienza in campo lavorativo è abbastanza importante, sono convinta del fatto che sia giusto divertirsi fino a quando non si hanno delle responsabilità. I più fortunati riescono anche a scegliere il lavoro che a loro piace, ma occorrono impegno, studio e sacrificio.
Quindi, divertiamoci finché si può, giacché poi dovremo assumerci le nostre responsabilità e passare la vita a lavorare; poi ci saranno veramente diritti e doveri da rispettare.

Sara B.

Estate

L’estate è senza dubbio la stagione preferita da moltissima gente. In questo periodo le giornate si iniziano ad allungare tantissimo, il sole resta alto fino alle 20 circa e le giornate si concludono con un tramonto magico, che regala tantissime emozioni. Tutta la natura che ci circonda è al culmine del proprio splendore.
L’estate è una stagione fantastica anche perché noi studenti abbiamo tre mesi di riposo: ci permette di dedicare il nostro tempo a ciò che si ama di più, come ad esempio fare viaggi o trascorre un’intera giornata con amici e parenti. In più si stringono nuove amicizie ed è appunto una delle cose più belle che caratterizza questa stagione.
L’estate 2018 rimarrà per sempre nel mio cuore grazie ad una persona speciale: la mia ragazza. Io e lei abbiamo trascorso la maggior parte del tempo insieme, abbiamo fatto molte esperienze e inoltre siamo andati alla ricerca di posti che sognavamo di visitare insieme. Abbiamo deciso di esplorare la Puglia ammirando ogni sua sfaccettatura nei minimi dettagli, scoprendo che è un posto meraviglioso grazie alle sue spiagge, alla sua cultura, ma soprattuto per la gente che vive lì, disposta ad accogliere chiunque a braccia aperte e con molto affetto.
Oltre alla Puglia, per concludere in bellezza la nostra estate, abbiamo deciso di trascorrere due giorni di svago al parco divertimenti di Mirabilandia. Dire che ci siamo divertiti è poco! Un altro motivo per cui ricorderò quest’estate è il mio compleanno: finalmente sono diventato maggiorenne, e la mia ragazza, insieme ai miei amici, ha organizzato varie sorprese tutte curate nei minimi dettagli.
L’estate è sinonimo di divertimento e avventure; questa, appena trascorsa, resterà per sempre impressa nella mia mente, ma soprattutto nel mio cuore.

Giuseppe B.

lunedì 6 agosto 2018

In mezzo alla maggese





Oggi arare i campi è diventata un'operazione semplice eppure monotona, grazie ai nuovi mezzi agricoli, mentre molti anni fa era un lavoro sì faticoso e molto lento, ma che poteva anche risultare divertente, se svolto in compagnia delle persone giuste.
Stamattina, però, è cambiato qualcosa per me nelle mie ore noiose di lavoro: ho ripensato alla poesia di Giovanni Pascoli "Lavandare" (che stranamente ho ricordato tutta a memoria!) ed è stato un evento molto speciale per me. Non ho fatto altro che ripeterla per tutto il giorno e sorridere, anche se credo che Pascoli, quando ha scritto la poesia, non avesse proprio in mente la felicità.



Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggero. 

E cadenzato dalla gora viene 
lo sciabordare delle lavandare 
con tonfi spessi e lunghe cantilene:

il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta!
come l'aratro in mezzo alla maggese.


Andrea V.

lunedì 28 maggio 2018

Pensare, fantasticare, scappare dalla vita

Ognuno di noi ha bisogno di un momento in cui riflettere su tutto quello che vuole, fantasticare, scappare dalla vita. Oggi abbiamo molti strumenti per farlo, come leggere un libro, ascoltare musica, guardare un film, fare una passeggiata, fare sport o anche modi meno salutari come drogarsi o bere. A me piace farlo di sera prima di addormentarmi ed è una cosa molto intima che farei con pochi eletti, perché esprimo la mia fantasia stupida e infantile, ma anche la mia intelligenza e le mie buone doti. Se fossi come sono tutte le sere nel mio letto, anche solo per un terzo, avrei risolto tutti i problemi del mondo, ma ovviamente poi torno sulla terra e penso a cosa realmente potrei fare e il mio problema è che non faccio nulla; come dice il proverbio: “la notte un leone, la mattina un co****ne”. Il problema è che rimando tutto oppure ho paura che non vada bene. Un esempio lampante è il nuoto: sono ormai tre anni che non nuoto più, ma il nuoto è stata la mia passione, il mio primo amore, l’unico filo conduttore della mia vita fino ad allora. Poi i miei mi hanno fatto smettere, perché andavo male a scuola; da lì è finita la mia vita, ogni sera mi sono detto “domani vado in piscina”, ma avevo paura di non andare più bene e questo va ancora avanti e non ho la forza di affrontarlo. 
Ho venti anni quasi e vado ancora a scuola; quindi, ho più tempo di pensare e fantasticare rispetto ai miei coetanei che magari lavorano. Nonostante la rottura di andare ancora a scuola, mi ritengo un po’ fortunato: ho più tempo di pensare realmente al mio futuro e ancora non ho idea di cosa fare. A volte mi chiedo se vale la pena pensare così tanto o se è già tutto scritto, se un giorno decido di fare una cosa che magari il giorno prima avevo scartato. Sono molto altalenante, quando penso e vago da un pensiero ad un altro senza un filo logico a volte faccio discorsi con me stesso che i filosofi mi invidierebbero e subito dopo penso a quali auto comprerò se vincerò il Superenalotto. Molte volte faccio le ramanzine a me stesso perché mi deludo, perché penso di fare molte cose e poi non faccio nulla, perché perdo tempo a pensare alle cavolate come fantasticare. 
Il momento più bello e proficuo di tutti i ragazzi è quando si devono fare i compiti o si deve studiare: lì in quel momento sei presidente del mondo, hai vinto sette premi Nobel, hai inventato il teletrasporto e la macchina del tempo. Il momento in cui hai meno fantasia è quando sei lì a fare la verifica scritta o l’interrogazione, quando parli per la prima volta con una ragazza, è lì che il cervello non risponde. 
Mi sono addormentato e ogni sera è diverso, e ora che è mattina e sono sul pullman il mio cervello è vuoto come una bolla di sapone; non saprei cosa scrivere, come se ieri sera non ero io. Non riesco neanche a trovare un finale; quindi, non mi resta che augurarvi buona giornata e spero mi capirete.


Mikhail V.

sabato 26 maggio 2018

Diario di bordo

Giorno 429.

Dopo il disastro avvenuto più di due settimane fa, nessuno dell’equipaggio si è ripreso completamente, anzi si sono iniziati a verificare dei casi di debolezza mentale, depressione e anche uno sviluppo improvviso di una strana malattia che ha colpito Bill; ora è sotto coperta nelle mani degli dei. 
Stiamo lentamente morendo di fame, non abbiamo la possibilità di pescare, perché tutte le canne da pesca le abbiamo rotte nel tentativo di salvare l’ultimo barile di rum finito la notte scorsa. D’altronde noi pirati poniamo sempre al primo posto il rum e dopo la nostra vita: si sa che senza rum un’avventura per mare vale meno di una moneta di rame. Le reti per pescare sono state rotte dagli squali. Chissà quanto pesce eravamo riusciti a catturare! Non lo saprò mai. 
Ho sentito discutere Bill con il dottore di bordo, la sua sentenza è tutto ciò che ci resta, e Bill ci sta per abbandonare. 
Alcuni della ciurma tramano in segreto per spodestare il nostro capitano Axel, perché ritenuto da loro un pessimo capitano della banda dei temutissimi pirati di Heartless. L’ammutinamento dovrebbe iniziare questa notte esattamente alle 00.00, quando la luna splenderà sul cielo stellato macchiandosi di sangue di traditori e di traditi. Io non prenderò parte a nessun combattimento, sono debole, come potrei ferire i miei stessi compagni d’avventura? Non ci riuscirei. Il capitano ci ha chiamato a raccolta sul ponte di comando per discutere della brutta piega che la nostra avventura aveva preso, e ha detto: “Consultando le mappe, ho impostato una nuova rotta che salverà la nostra ciurma; se non sarà così, lascerò la carica di capitano ad uno di voi ed io salterò dall’asse. Lo giuro sul mio nome”. Eravamo molto scossi, persino chi aveva ideato l’ammutinamento.
Sono passati undici giorni e dieci notti dalla dichiarazione del capitano Axel ed abbiamo trovato un’isola ricca di cibo. Ormai abbiamo la possibilità di scegliere ciò che più ci aggrada, perché su quest’isola c'è di tutto. Prima di ripartire il capitano ha pensato bene di riparare la nave dai danni subiti più di tre settimane fa, ma oltre alla riparazione della nave, stiamo costruendo delle nuove reti e delle nuove canne da pesca sperando non si rompano facilmente come le precedenti. Finito di fare scorta di viveri e di legno, abbandoneremo quest’isola e la ricorderemo come l’isola degli Heartless.


Alex M.

Solo io amo la natura?

Eh sì, ci risiamo! Anche oggi nella mia fattoria, sul mio campo, vicino alla mia pianta di more con lo stesso pensiero che ho da sempre: nel mondo solo io amo la natura?
Secondo me, tutto il mondo ama il denaro, rimango solo io che amo la terra. Famiglie distrutte, figli e nipoti che si uccidono a vicenda solo per il denaro. Ecco la felicità del mondo, tutto dipende dal denaro.
Da quando avevo quasi un anno sono sempre con gli animali tra le piante o a sporcarmi con la terra insieme ai miei nonni tutti i giorni, perché i miei genitori con i propri lavori non erano mai a casa con me.
Io posso solo dire che sono stato partorito dalla terra per questa grande passione che ho. Sono cresciuto con la terra e spero di morire insieme alla terra, non certo di fame, anche se a volte mi tocca fare il delinquente con i clienti, ché come diceva il grande Totò: “meglio un rimorso della coscienza oggi che un rimorso della fame domani”.
Io ringrazio Gesù per tutto quello che ho: la salute, la forza e la grande passione per la terra; lo ringrazio anche per la mia famiglia, per quello che mi ha dato, frutto di tanti sacrifici di nonni, bisnonni e genitori che sono un appoggio per il mio futuro, anche se vorrei farmi tutto da solo, ma con i tempi che ricorrono oggi è molto difficile.
Con questa grande passione che ho, sono l’uomo più felice del mondo, seduto alla punta del colle sotto a una pianta di ulivo a mangiarmi un panino.
A volte mi tocca scontrarmi con i miei genitori, perché vorrebbero che andassi a lavorare in un ufficio dietro ad una scrivania, ma anche se nessuno mi crede per me è la cosa che potrebbe farmi più male, è come se fossi rinchiuso in un carcere. Il giorno a scuola sono seduto accanto alla finestra, ammiro il paesaggio agricolo, a volte passa anche un trattore e penso: “ma perché non sono lì fuori?”.
Una volta sono stato bocciato e ho ripetuto il terzo superiore: è stato l’anno più brutto della mia vita, ogni mattina, sì! Anche ora che ho quasi vent'anni la mattina prima di uscire di casa mia mamma si mette vicino alla porta e aspetta che le do un bacio alla guancia, sapendo che quella specie di carcere in cui vado la mattina a me non piace. A volte mi innervosisco, a volte scoppio a piangere, sperando di non deluderla.
Ogni giorno a scuola nel cambio dell’ora o a ricreazione ho sempre per mano il telefono o un foglio di carta per fare qualcosa di innovativo nella mia azienda; faccio conti, vedo qual è la cosa più conveniente. 
Concordo con un vecchio detto: con la campagna mai nessuno si è arricchito, ma mai nessuno è morto di fame. La sera torni con un pugno di asparagi colto nei campi, due uova, una salsiccia e un po’ di focaccia del vecchio mulino. State tranquilli che con la campagna nessuno muore di fame!
Agricoltori si nasce, non si diventa agricoltori da oggi a domani.
A volte i miei cugini ridono di me,  mi chiamano il contadino, ma io amo quel che faccio e amare è godermi la mia passione. 
Io ho un mio motto: “se mi dai un vecchio trattore con un aratro io ti aro tutto il mondo, ma se mi dai un libro lì rimane”. Anche se un po’ di cultura non fa male a nessuno.



Luigi M.

domenica 4 marzo 2018

"La vera vittoria è ascoltare gli altri"

Giuliano Di Tanna, "La vera vittoria è ascoltare gli altri", Buongiorno Abruzzo, "il Centro", 62, 4 marzo 2018