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lunedì 28 maggio 2018

Solo per un attimo

Solo per un attimo,
vorrei fermare il tempo,
con un battito di ali 
vorrei provare la sensazione della felicità,

il profumo dell’amore,
il sapore del dolore.

immagine tratta da "Liberiamoci: legati... a un filo"
Vorrei fermare quel momento 
in cui tutto era più bello,
quando il tempo non passava mai,
quando mi ripetevi che tutto passa
ma siamo passati noi.

Siamo cosi deboli
siamo fili
appesi ai rami 
baciami 

prima che siamo lontani 
spicchiamo il volo come aeroplani 
liberi come gabbiani.


Alessia C.





Pensare, fantasticare, scappare dalla vita

Ognuno di noi ha bisogno di un momento in cui riflettere su tutto quello che vuole, fantasticare, scappare dalla vita. Oggi abbiamo molti strumenti per farlo, come leggere un libro, ascoltare musica, guardare un film, fare una passeggiata, fare sport o anche modi meno salutari come drogarsi o bere. A me piace farlo di sera prima di addormentarmi ed è una cosa molto intima che farei con pochi eletti, perché esprimo la mia fantasia stupida e infantile, ma anche la mia intelligenza e le mie buone doti. Se fossi come sono tutte le sere nel mio letto, anche solo per un terzo, avrei risolto tutti i problemi del mondo, ma ovviamente poi torno sulla terra e penso a cosa realmente potrei fare e il mio problema è che non faccio nulla; come dice il proverbio: “la notte un leone, la mattina un co****ne”. Il problema è che rimando tutto oppure ho paura che non vada bene. Un esempio lampante è il nuoto: sono ormai tre anni che non nuoto più, ma il nuoto è stata la mia passione, il mio primo amore, l’unico filo conduttore della mia vita fino ad allora. Poi i miei mi hanno fatto smettere, perché andavo male a scuola; da lì è finita la mia vita, ogni sera mi sono detto “domani vado in piscina”, ma avevo paura di non andare più bene e questo va ancora avanti e non ho la forza di affrontarlo. 
Ho venti anni quasi e vado ancora a scuola; quindi, ho più tempo di pensare e fantasticare rispetto ai miei coetanei che magari lavorano. Nonostante la rottura di andare ancora a scuola, mi ritengo un po’ fortunato: ho più tempo di pensare realmente al mio futuro e ancora non ho idea di cosa fare. A volte mi chiedo se vale la pena pensare così tanto o se è già tutto scritto, se un giorno decido di fare una cosa che magari il giorno prima avevo scartato. Sono molto altalenante, quando penso e vago da un pensiero ad un altro senza un filo logico a volte faccio discorsi con me stesso che i filosofi mi invidierebbero e subito dopo penso a quali auto comprerò se vincerò il Superenalotto. Molte volte faccio le ramanzine a me stesso perché mi deludo, perché penso di fare molte cose e poi non faccio nulla, perché perdo tempo a pensare alle cavolate come fantasticare. 
Il momento più bello e proficuo di tutti i ragazzi è quando si devono fare i compiti o si deve studiare: lì in quel momento sei presidente del mondo, hai vinto sette premi Nobel, hai inventato il teletrasporto e la macchina del tempo. Il momento in cui hai meno fantasia è quando sei lì a fare la verifica scritta o l’interrogazione, quando parli per la prima volta con una ragazza, è lì che il cervello non risponde. 
Mi sono addormentato e ogni sera è diverso, e ora che è mattina e sono sul pullman il mio cervello è vuoto come una bolla di sapone; non saprei cosa scrivere, come se ieri sera non ero io. Non riesco neanche a trovare un finale; quindi, non mi resta che augurarvi buona giornata e spero mi capirete.


Mikhail V.

sabato 26 maggio 2018

Diario di bordo

Giorno 429.

Dopo il disastro avvenuto più di due settimane fa, nessuno dell’equipaggio si è ripreso completamente, anzi si sono iniziati a verificare dei casi di debolezza mentale, depressione e anche uno sviluppo improvviso di una strana malattia che ha colpito Bill; ora è sotto coperta nelle mani degli dei. 
Stiamo lentamente morendo di fame, non abbiamo la possibilità di pescare, perché tutte le canne da pesca le abbiamo rotte nel tentativo di salvare l’ultimo barile di rum finito la notte scorsa. D’altronde noi pirati poniamo sempre al primo posto il rum e dopo la nostra vita: si sa che senza rum un’avventura per mare vale meno di una moneta di rame. Le reti per pescare sono state rotte dagli squali. Chissà quanto pesce eravamo riusciti a catturare! Non lo saprò mai. 
Ho sentito discutere Bill con il dottore di bordo, la sua sentenza è tutto ciò che ci resta, e Bill ci sta per abbandonare. 
Alcuni della ciurma tramano in segreto per spodestare il nostro capitano Axel, perché ritenuto da loro un pessimo capitano della banda dei temutissimi pirati di Heartless. L’ammutinamento dovrebbe iniziare questa notte esattamente alle 00.00, quando la luna splenderà sul cielo stellato macchiandosi di sangue di traditori e di traditi. Io non prenderò parte a nessun combattimento, sono debole, come potrei ferire i miei stessi compagni d’avventura? Non ci riuscirei. Il capitano ci ha chiamato a raccolta sul ponte di comando per discutere della brutta piega che la nostra avventura aveva preso, e ha detto: “Consultando le mappe, ho impostato una nuova rotta che salverà la nostra ciurma; se non sarà così, lascerò la carica di capitano ad uno di voi ed io salterò dall’asse. Lo giuro sul mio nome”. Eravamo molto scossi, persino chi aveva ideato l’ammutinamento.
Sono passati undici giorni e dieci notti dalla dichiarazione del capitano Axel ed abbiamo trovato un’isola ricca di cibo. Ormai abbiamo la possibilità di scegliere ciò che più ci aggrada, perché su quest’isola c'è di tutto. Prima di ripartire il capitano ha pensato bene di riparare la nave dai danni subiti più di tre settimane fa, ma oltre alla riparazione della nave, stiamo costruendo delle nuove reti e delle nuove canne da pesca sperando non si rompano facilmente come le precedenti. Finito di fare scorta di viveri e di legno, abbandoneremo quest’isola e la ricorderemo come l’isola degli Heartless.


Alex M.

Solo io amo la natura?

Eh sì, ci risiamo! Anche oggi nella mia fattoria, sul mio campo, vicino alla mia pianta di more con lo stesso pensiero che ho da sempre: nel mondo solo io amo la natura?
Secondo me, tutto il mondo ama il denaro, rimango solo io che amo la terra. Famiglie distrutte, figli e nipoti che si uccidono a vicenda solo per il denaro. Ecco la felicità del mondo, tutto dipende dal denaro.
Da quando avevo quasi un anno sono sempre con gli animali tra le piante o a sporcarmi con la terra insieme ai miei nonni tutti i giorni, perché i miei genitori con i propri lavori non erano mai a casa con me.
Io posso solo dire che sono stato partorito dalla terra per questa grande passione che ho. Sono cresciuto con la terra e spero di morire insieme alla terra, non certo di fame, anche se a volte mi tocca fare il delinquente con i clienti, ché come diceva il grande Totò: “meglio un rimorso della coscienza oggi che un rimorso della fame domani”.
Io ringrazio Gesù per tutto quello che ho: la salute, la forza e la grande passione per la terra; lo ringrazio anche per la mia famiglia, per quello che mi ha dato, frutto di tanti sacrifici di nonni, bisnonni e genitori che sono un appoggio per il mio futuro, anche se vorrei farmi tutto da solo, ma con i tempi che ricorrono oggi è molto difficile.
Con questa grande passione che ho, sono l’uomo più felice del mondo, seduto alla punta del colle sotto a una pianta di ulivo a mangiarmi un panino.
A volte mi tocca scontrarmi con i miei genitori, perché vorrebbero che andassi a lavorare in un ufficio dietro ad una scrivania, ma anche se nessuno mi crede per me è la cosa che potrebbe farmi più male, è come se fossi rinchiuso in un carcere. Il giorno a scuola sono seduto accanto alla finestra, ammiro il paesaggio agricolo, a volte passa anche un trattore e penso: “ma perché non sono lì fuori?”.
Una volta sono stato bocciato e ho ripetuto il terzo superiore: è stato l’anno più brutto della mia vita, ogni mattina, sì! Anche ora che ho quasi vent'anni la mattina prima di uscire di casa mia mamma si mette vicino alla porta e aspetta che le do un bacio alla guancia, sapendo che quella specie di carcere in cui vado la mattina a me non piace. A volte mi innervosisco, a volte scoppio a piangere, sperando di non deluderla.
Ogni giorno a scuola nel cambio dell’ora o a ricreazione ho sempre per mano il telefono o un foglio di carta per fare qualcosa di innovativo nella mia azienda; faccio conti, vedo qual è la cosa più conveniente. 
Concordo con un vecchio detto: con la campagna mai nessuno si è arricchito, ma mai nessuno è morto di fame. La sera torni con un pugno di asparagi colto nei campi, due uova, una salsiccia e un po’ di focaccia del vecchio mulino. State tranquilli che con la campagna nessuno muore di fame!
Agricoltori si nasce, non si diventa agricoltori da oggi a domani.
A volte i miei cugini ridono di me,  mi chiamano il contadino, ma io amo quel che faccio e amare è godermi la mia passione. 
Io ho un mio motto: “se mi dai un vecchio trattore con un aratro io ti aro tutto il mondo, ma se mi dai un libro lì rimane”. Anche se un po’ di cultura non fa male a nessuno.



Luigi M.

martedì 22 maggio 2018

Oh paesino paesetto

Oh paesino paesetto
il Gran Sasso è il tuo tetto
grazie ai tuoi colonizzatori
che di diverse culture eran portatori,
son loro che ti hanno creato
e con questo gesto ti hanno aiutato.
Sotto padroni e gran borghesi
la tua gente fu chiamata Ciuschiaresi.


Giuseppe C., Matteo P.

Nostalgica nottata

Nella notte buia,
mi smarrii presto.

La luna nel cielo splendeva
e il fiume lentamente scorreva.

Camminando lentamente pensavo
ai giorni in cui mi innamoravo

di te! 
Che adesso sei la mia nostalgia 
e l'unico mio desiderio sarebbe portarti via

con me. 
In quell'alba color albicocca
casa mi era sempre più lontana 
e con essa 
anche me stessa.


Gaia S. 

Una Moto Tante Emozioni

In giro puoi andare
e senza pensare puoi stare
in moto a passeggiare.

Il paesaggio, rilassato, puoi guardare
e i pensieri negativi lasciar tramontare.

La positività cosi ti assale
e in un attimo, un arcobaleno di emozioni
non riesci più a controllare.

Qualsiasi sentiero puoi imboccare
anche non sapendo dove ti può portare.

Correre senza esagerare
non sempre si riesce a fare
così inizi ad aprire per poterti sfogare.


Sara B. 

sabato 24 marzo 2018

Un’Assemblea di Istituto inconsueta, sorprendente



Ore 10:30-11:20
Gruppi di studio guidato

Ore 11.20-13:00
Lettura condivisa

In un giorno, apparentemente ordinario, il tempo si è sospeso: cinque appassionate lettrici hanno deliziato l’uditorio con le loro letture predilette, sollecitando scambi di emozioni e offrendo occasioni di confronto. L’amore di sé e per l’altro, inteso nelle sue molteplici manifestazioni, è stato il leitmotiv dell’incontro. 







Arianna Zanna 5AT

D. Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord 
“Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.”












Gaia Giancola 5AT

C. De Gregorio, Princesa e altre regine
“Continuerai a farti scegliere… o finalmente sceglierai?” 
Lei sceglierà se stessa.














Alessia Capretta 4AT

A. D’Avenia, Ogni storia è una storia d’amore
“Io mi sento vivere quando tu mi fai male”.








Aurora Baffoni 5AT

R. Emanuelli, Davanti agli occhi 
“Hai presente quando, dopo una delusione, costruisci un muro tra il tuo cuore e il resto del mondo? Quel muro può durare anni, e diventare sempre più spesso... Ecco, l’amore è il momento esatto in cui senti CRAC”.







Gaia Sabbatini 4AT

G. Stein, L’arte di correre sotto la pioggia 
“Con il potere della mente, la determinazione, l’istinto e l’esperienza, si può volare molto in alto.” -Ayrton Senna-