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giovedì 3 dicembre 2020

Romeo, Giulietta & la tecnologia

 

Un sabato pomeriggio, due amici, Romeo e Mercuzio, camminano per le vie di Verona. Ad un tratto, Mercuzio dice a Romeo: “Mi sono annoiato, perché non vedi se ci sono degli eventi su Facebook?  Ho il telefono scarico e non posso connettermi”.  

Dopo qualche minuto, Romeo esclama: “Ho trovato una festa in maschera!” Mercuzio risponde: “Bravo Romeo, su andiamo!” 

Romeo, però, tentenna: “C’è un problema, la festa è a casa dei Capuleti! Sai che le nostre famiglie si odiano...”. 

“Stai tranquillo: la festa è in maschera, nessuno ci riconoscerà!”. 

I due amici, mascherati, si dirigono a casa Capuleti, un bel palazzo antico proprio in centro. Una volta arrivati, entrano senza alcun problema. Nel salone pieno di gente, Romeo rimane incantato dalla bellezza di una ragazza. I due si guardano e basta un attimo perché si ritrovino innamorati persi. 

La ragazza è Giulietta, la figlia del padrone di casa, quindi una Capuleti. I due ragazzi si parlano e scoprono di appartenere alle due famiglie nemiche. Decidono di frequentarsi lo stesso e così si scambiano i numeri di telefono. Per un po’ di tempo, Romeo e Giulietta si scrivono spesso; un giorno, però, Romeo riceve un messaggio vocale in cui Giulietta gli racconta che suo padre vuole farla sposare con Paride. Romeo chiama Giulietta e le dice: “Giulietta, preparati che scappiamo! Andiamo a Padova, organizzo tutto io. Ti manderò una email e ti fornirò tutte le informazioni”.

“Va benissimo, Romeo, mio salvatore: fammi sapere!”. 

Romeo trova un hotel economico ma carino, l’“Hotel Giotto”, e per il viaggio decide di partire con Bla bla car: va sul sito e trova un uomo che parte per Padova, prenota il viaggio e invia tutte le informazioni a Giulietta. La partenza è fissata per mezzanotte e mezza.

Tutto fila liscio. 

Romeo Giulietta arrivano a Padova e trascorrono sette giorni d’amore.  

Una sera, a cena, mentre mangiano una pizza e bevono una birra ordinata su Food Zone, guardando la tv, per caso su Rai 3 vedono i loro genitori ospiti al programma televisivo Chi l’ha visto.  Meravigliati, ascoltano la presentatrice annunciare: “Buonasera telespettatori, la puntata di oggi riguarda la storia di una coppia di giovani scomparsi, molto probabilmente scappati di casa per amore, ma per saperne  di  più  passo  la  parola  al  nostro  inviato in  collegamento  da  Verona, William  Shakespeare”.

“Buonasera ai telespettatori di Rai tre. Sono qui a Verona con i genitori dei ragazzi scomparsi, i signori Montecchi e Capuleti. Prego, signor Capuleti: ci racconti l’accaduto”.

Romeo e Giulietta, increduli, vedono nello schermo i rispettivi genitori, poi la telecamera inquadra il padre di Giulietta che con lo sguardo fisso e la voce spezzata dice: “Tornate, vi vogliamo bene. Se tornate vi facciamo stare insieme! Abbiamo sbagliato, perdonateci!”. 

Scioccati dalle parole dei genitori, i due ragazzi decidono di rifletterci. 

Il giorno dopo si confrontano e, scettici sulla autenticità del pentimento dei genitori, decidono di rimanere ancora a Padova perché non si fidano delle loro parole. Verso le 13:00 escono e vanno a mangiare in un Burger King. Nel locale c’è un televisore acceso su Canale 5 e c’è  il  programma  “Live  Non  è  la  D’Urso”:  la  presentatrice  ha  come  ospiti i  signori  Montecchi, genitori di Romeo, che dicono: “Figlio, ritorna. Ci manchi tanto e ti promettiamo che non ostacoleremo il vostro amore!”. Allora i giovani chiedono al cameriere di cambiare canale e lui sceglie Rai 1, dove c’è il programma della Venier “Domenica In”. Ospiti del programma, manco a dirlo, i genitori di Giulietta che parlano disperatamente della figlia scomparsa. La madre in lacrime grida: “Ti prego, figlia mia! Torna a casa!”. 

Romeo e Giulietta, dopo aver ascoltato le preghiere dei genitori, tornano in hotel. Sono entrambi  scossi, non riescono a parlarne né a prendere sonno. Alla fine, stremati, si addormentano. La  mattina dopo, prendono il primo  treno  per Verona  per  tornare  dalle  loro  famiglie e vengono accolti con grande gioia e commozione: genitori, cugini e amici ottengono dei contratti per partecipare a tutti i programmi in fascia mattutina, pomeridiana, serale e notturna delle principali reti televisive per raccontare la loro vicenda. 

Sono così occupati che non si curano più di ostacolare questo amore giovanile, così i due... vissero felici e contenti!

 

(Micaela, 4BP)

lunedì 15 luglio 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 5

Derek's pov


Saranno ore che sono chiuso in camera pensando a Sofia... Ancora non riesco a credere che lei sia la mia ragazza, sarebbe piaciuta tanto a mia madre. Molte volte prendo una delle sue foto più belle e le parlo, le parlo tanto ed ogni volta finisco per piangere.
Dopo dieci minuti che sembrano anni decido di parlarle anche oggi:
"Ciao mamma,
 A volte vorrei che tu fossi qui, per esempio adesso. Vorrei tanto che tu conoscessi Sofia, sai, ti sarebbe piaciuta, ha le tue stesse passioni: ama la lettura, la scrittura e lo sport, quando sono con lei mi sembra di essere con te.
Sai, ti somiglia molto per il semplice fatto che ha gli occhi verdi ed i capelli mori e lunghi come i tuoi.
Sappi che ti penso spesso e mi manchi tanto, ti voglio bene".

Anche oggi sono finito in lacrime.

Ad un certo punto sento dei passi dirigersi verso la mia camera da letto, mi asciugo in fretta le lacrime e poco dopo sento bussare alla porta della mia stanza e vedo la maniglia abbassarsi violentemente. Mi giro di colpo e vedo Emma entrare nella mia stanza: si è trasferita da poco nella scuola di Sofia, io la conosco ormai da anni e mi viene dietro da quando ci siamo conosciuti, è sempre stata odiosa nei confronti di tutti, ma con me cerca sempre di essere gentile e graziosa.
<< Cosa vuoi? >> le domando.
Mi fissa come se fossi l'ottava meraviglia del mondo: << Cosa ci fai con Sofia? Ci sono ragazze molto più belle di lei qui a Verona >> mi dice.
La fisso con la fronte aggrottata.
<< Io voglio lei e nessun'altra, volevo una ragazza in grado di sconvolgermi la vita in senso positivo e lei ci è riuscita, ci sto bene e non ho intenzione di lasciarla, okay? >> le rispondo convinto di ciò che sto dicendo.
<< Sofia non è poi così bella. Non si trucca quasi per niente, ha sempre quei dannati capelli legati ed è sempre stata chiusa con molte persone >> mi risponde.
In questo momento vorrei Sofia con me e non Emma, vorrei essere sdraiato sul mio letto l'uno accanto all'altra, con lei fra le mie braccia ed il suo viso contro il mio petto, mi piacerebbe tanto sentire il suo profumo sulle mie lenzuola.
<< Senti, Emma, io voglio solo Sofia nella mia vita, quindi ora vai via perché tanto con me non avrai mai una possibilità. Ciao >>.
Emma esce dal portone dal portone di casa con le lacrime agli occhi, come al solito. Circa mezz'ora dopo, bussa mio padre alla porta:<< Derek, vieni a cenare? È pronto >> mi avvisa.
<< No, papà ,non ho appetito, forse più tardi mangerò qualcosa >> gli rispondo un po' agitato.

Decido di telefonare a Sofia: il cellulare squilla, ma Sofia non risponde, le scrivo messaggi su messaggi ma non risponde nemmeno lì.
<< Papà? Papà? >> chiamo mio padre urlando.
<< Derek, che succede? Perché sei così agitato? >> mi risponde mio padre, preoccupato.
<< Sofia... >> gli dico bloccandomi senza aggiungere altro. Una lacrima mi riga il viso: cosa le sarà successo?
<< Che è successo a Sofia? Parla >>
<< Non mi risponde né alle chiamate né ai messaggi, ho paura che possa esserle successo qualcosa >> gli confesso in lacrime.
<< Aspetta, provo a chiamare a casa, magari risponde lì >> mi risponde tranquillizzandomi.
Ma purtroppo non risponde neanche lì.

L'agitazione si fa sempre più forte e non riesco più a capire cosa mi sta succedendo.

giovedì 4 luglio 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 4


Sofia's pov

Si avvicina sempre di più alle mie labbra ed io faccio lo stesso, facendogli credere di voler ricambiare il bacio, ma poi cambio direzione e mi avvicino al suo orecchio:
<< Non è ora di farla abbassare, quella bandiera lì sotto? >> gli sussurro, poi mi alzo e mi dirigo di nuovo verso la palestra.
<< Mamma mia, che figura! Se n'è accorta >> borbotta ad alta voce, forse senza rendersene conto.
<< Guarda che ti ho sentito >> gli dico ridendo e torno in palestra .
Un'ora e mezza dopo finisco l'allenamento e mi avvicino a Derek.
<< Ehi va meglio? >> gli chiedo.
<< Si, va meglio grazie >> mi risponde felice
<< Si è abbassata la bandiera? >> gli domando scherzosa
<< Si, si è abbassata tranquilla, grazie >> mi risponde.
Poco dopo, sento il mio cellulare squillare: mio fratello. Decido di rispondergli davanti  a Derek.
<< Ehi Marco dimmi >> 
Derek mi sta guardando con gli occhi pieni di rabbia e i pugni serrati. "C'è qualcosa che non va" penso tra me e me.
<< Sofy, hai capito cosa ti ho detto? >> mi domanda mio fratello
<< Ero un attimo distratta, puoi ripetere per favore? >> intanto Derek si fa rosso in viso. Vorrei saperne di più su questa situazione: quando eravamo fuori gli si è alzata la bandiera, ora è geloso o una specie, perché sto parlando con mio fratello... ma cosa significa tutto questo?
<< Tra 10 minuti passo io e poi usciamo, va bene? >> mi rispiega pazientemente lui.
<< Va bene. A dopo >>
Derek è ancora un po' rosso in viso e decido di chiedergli la motivazione. Lui mi fa cenno di seguirlo fuori per parlare senza tutto il rumore che fanno le persone con gli attrezzi.

Appena usciamo fuori mi prende la mano e mi chiede se sono fidanzata.
<< No, però mi sta piacendo un ragazzo che ho conosciuto da poco >> gli rispondo. Si vede che è triste.
<< E tu? Sei fidanzato? >> gli chiedo cercando di rompere quel silenzio imbarazzante.
<< No, purtroppo no. Però c'è una ragazza che mi piace, farei qualunque cosa per averla >> mi risponde con un po' di malinconia.
<< E perché non ti dichiari? >> gli chiedo con le dita ancora intrecciate alle sue.
<< Perché non so se... >>
<< Diglielo e basta senza se e senza ma >> lo interrompo io.
Mi fissa e sorride, ma io non capisco.
<< Dai, che aspetti? Vai a chiederle se vuole diventare la tua ragazza >> insisto "io continuo a soffrire per te, pur di vederti felice" penso tra me e me.
<< Non ho bisogno di muovermi da qui per farle questa proposta >>
Lo guardo con aria interrogativa, non sapendo cosa stesse dicendo: << Ma cos... >>
<< Sof, vuoi diventare la mia ragazza? >> 
Il cuore inizia a martellarmi forte nel petto e le gambe sembrano volermi cedere.
<< Sì, voglio essere la tua ragazza >> gli rispondo con convinzione, ma proprio nel momento in cui stiamo per baciarci, arriva mio fratello.
<< Mio fratello, devo andare via >> gli dico.
<< Fate quello che dovete fare io intanto rigiro >> ci dice sorridendo lui e quando meno me lo aspetto, Derek  mi bacia. 
E' un bacio lungo ed appassionato e io non mi accorgo che Marco ci sta guardando. Alla fine suona il clacson della sua automobile.
<< Devo proprio andare. A domani >> dico con un po' di rossore in viso, ma Derek mi ferma e mi abbraccia forte.
<< Ci vediamo domani >> mi dice baciandomi sulla fronte.
Salgo a bordo dell'auto di Marco che mi fissa.
<< È vero che sarò il primo a conoscerlo? >> mi chiede con l'aria di una persona che vuole proteggermi da qualcosa.
<< Sì, sarai il primo >> gli rispondo ridendo.

Leggi il Capitolo 5

lunedì 17 giugno 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 3


Derek's pov


L'ho conosciuta solo oggi e già mi piace, temo di non aver mai visto una ragazza come Sofia. Forse lei è la persona giusta per me, quella che magari mi aiuterà ad uscire da questo tunnel buio in cui sono finito, ma come faccio a farla diventare mia? Come faccio a conquistarla?
<< Come ti sembra Sofia? >> mi chiede da dietro il bancone della reception Maria, che forse si è accorta che c'è qualcosa che non va in me.
<< È la ragazza più bella che io abbia mai visto, vorrei poterla conoscere e farla diventare mia, ma chissà se ricambia... >> le rispondo con un po' di tristezza sia nella voce che negli occhi. Forse sarà una guerra persa, forse sarà già fidanzata e a me non ci pensa minimamente.
<< Ti do un consiglio: esci con lei, conoscila e poi vedi come va >> mi risponde facendomi tornare alla realtà.
Il giorno seguente sono impaziente di vedere Sofia per vedere se mi piace davvero, ma per fortuna due ore dopo l'attesa termina.
La vedo a qualche metro dalla porta d'entrata ed il cuore inizia a martellarmi nel petto: "Chissà se lei prova le stesse sensazioni che provo io", penso.
Appena entra in palestra mi saluta e mi sorride: "È talmente bella quando mi sorride" penso ancora, mi piacerebbe dirle ciò che provo per lei.
Quando la vedo entrare in sala attrezzi, fingo di non sentirmi tanto bene.
 <<Derek, che hai? >> mi domanda impanicata dirigendosi verso di me.
<< Sofy, non mi sto sentendo bene, ho bisogno di prendere un po' d'aria >> le rispondo convinto di quello che stavo facendo.
<< Dai, vieni ti accompagno fuori >> mi risponde gentilmente.
Mi avvio fuori con lei alle mie spalle, le prendo una mano per sentirla più vicina.
Usciamo fuori dalla palestra e mi siedo nel prato poco distante da lì. Sofia fa lo stesso, continua a tenermi la mano accarezzandola dolcemente.
<< Stai meglio? >> mi chiede.
<< Con te va sempre tutto bene >> le rispondo " Oddio, ma perché l'ho detto? Così capirà che mi piace" penso perplesso, proprio mentre il mio amichetto sta iniziando a fare i capricci lì sotto, questo non lo avevo previsto.
Spero che non lo veda, perché poi capirà che mi fa impazzire quando la vedo, quindi cerco di non dare troppo nell'occhio.
Le metto una mano fra i capelli e mi avvicino con la faccia alla sua per poterla baciare.
Anche lei si avvicina sempre di più a me, ma invece di accostarsi alla bocca si avvicina all'orecchio:<< Non è ora di farla abbassare, quella bandiera lì sotto? >> mi sussurra facendomi rabbrividire un po'.


Leggi il Capitolo 4

mercoledì 12 giugno 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 2

Sentii aprire la porta della mia camera da letto: mio fratello.
<< Sofi, hai finito di studiare? Ho bisogno di parlarti >> mi disse entrando nella mia stanza e sedendosi sul mio letto.
<< Sì, ho appena finito. Dimmi tutto>> gli risposi sedendomi accanto a lui.
<< La mamma questa mattina ti ha iscritta nella palestra qui a fianco. Hai presente?>>
Mi chiesi perché mia madre avesse deciso di mandare Marco anziché venire lei a dirmi che mi aveva segnata in palestra.
Dissi a Marco che sarei uscita per andarla a vedere.
Dopo dieci minuti, arrivai in questa palestra e all'entrata dietro un bancone c'era una graziosissima signora che mi salutò con un sorriso. Ricambiai educatamente, poi dallo stanzino vicino al bancone uscì un ragazzo sulla ventina, aveva i capelli neri, gli occhi marroni ed era di media statura.
<< Ciao, io sono Derek, sei nuova? >> Si presentò sorridendomi gentilmente.
<< Ciao, io sono Sofia, sì sono nuova, mia madre mi ha iscritta questa mattina e vorrei vedere la palestra, se è possibile >> 
Mi fece cenno di seguirlo e lo seguii; mi perdevo ogni volta che mi guardava... forse mia madre non aveva sbagliato a segnarmi in palestra!
Appena finito il "giro turistico" degli spazi,  Derek mi accompagnò alla porta da vero gentiluomo. 
<< È stato un piacere conoscerti, Sofia. Spero di rincontrarti presto >> 
<<È stato un piacere anche per me conoscerti, Derek. A presto >> gli risposi ricambiando il sorriso.
Uscii dalla palestra e mi avviai verso casa con le cuffiette alle orecchie, continuando a pensare al ragazzo che avevo appena conosciuto.
Tornai a casa con le farfalle nello stomaco e decisi di non mangiare; poco più tardi Marco mi raggiunse in camera: << Sorellina cos'hai? È successo qualcosa? Ti sei innamorata? Raccontami, dai! Non farmi aspettare >> mi disse Marco, ansioso ma nello stesso tempo emozionato e speranzoso.
<< Calmati! Non farmi il terzo grado, ora ti spiego tutto. Sono andata a vedere la palestra, ed ho conosciuto un istruttore sulla ventina e credo di essermi innamorata >> gli confessai un po' in imbarazzo.
Lui mi abbracciò forte: << Sono contento per te sorellina, spero che ti darà una possibilità>>.

Leggi il Capitolo 3

lunedì 10 giugno 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Capitolo 1

<< Sofia! Sofia! Forza alzati sei in ritardo per la scuola >> mi grida mia madre dal salotto.
<< Ma chi se ne frega! Potresti accompagnarmi anche tu seppure perdessi il bus >> rispondo ancora assonnata.
Oggi la voglia di andare a scuola è pari a zero.
La mia scuola si trova poco fuori Verona e per arrivarci devo cambiare due autobus e farmi dieci minuti a piedi e, sinceramente, oggi non me la sento proprio di andare a scuola, visto che ieri ho discusso con Andrea, il ragazzo che mi piace.
Andrea è un ragazzo con gli occhi castani ed i capelli mori, alto, magro e con una sola fossetta anziché le solite due che hanno molte altre persone.
Appena decido di alzarmi, mi telefona Cassie: << Pronto, Cassie, dimmi >> rispondo immediatamente senza far fare uno squillo di più al cellulare.
<< Ciao Sof, buongiorno! Volevo chiederti se ti andava di entrare alla seconda ora >> mi dice lei.
<< Va bene, ci vediamo a Verona centro >> le dico staccando la chiamata.
Decido di alzarmi e di andarmi a preparare, mi reco in bagno dove trovo i panni da mettere sulla lavatrice, tolgo in fretta il pigiama ed indosso i vestiti.
Mentre mi lavo i denti sento graffiare alla porta. "Stupido Tommy" penso tra me e me; Tommy è il mio cagnolino peloso, mi è stato regalato da mio fratello per il mio diciassettesimo compleanno. L'ho amato dal primo momento che l'ho accarezzato e per me è un confidente personale, quando "parlo" con lui mi sembra di parlare con mio fratello, visto che purtroppo lui è quasi sempre via per lavoro e non ha mai tempo di parlare un po' con me, ma mi accontento.
Poco dopo aver finito di lavarmi i denti, apro a Tommy che decide di iniziare a starmi fra i piedi scodinzolando felice con la lingua di fuori.
Questa mattina decido di non truccarmi troppo e decido di mettere un po' di rimmel ed un po' di burro cacao trasparente ed infine lego in una coda di cavallo i miei capelli lunghi, lisci e castani.
<< Mamy, vado a scuola. Ci vediamo dopo >> le dico salutandola mentre afferro la mia borsa di scuola. 
<< Ciao Tommy io vado via,fai il bravo >> 
Sto per uscire di casa quando compare mio fratello nel corridoio: << E a me non mi saluti? Brutta nanerottola che non sei altro! >> mi dice scherzando. Corro da lui e lo abbraccio forte prima di andare via.
<< Ciao fratellone,ci vediamo dopo >> lo saluto uscendo di casa.
Inizio a correre per strada pensando di essere in ritardo, ma come sempre è il bus ad essere in ritardo.

Leggi il Capitolo 2 

venerdì 7 giugno 2019

I said "I love you" you said "Goodbye" - Prologo


Prologo

Come ragazza di 17 anni non sono molto credibile. Mentre le mie coetanee passano il sabato sera in discoteca, io mi trovo qui seduta comodamente sul mio letto a pensare alla mia vita disfunzionale.
Non che non abbia voglia di uscire,  ma la vergogna che provo di me stessa mi blocca e così mi ritrovo a passare la maggior parte dei miei sabato sera tra serie tv, gelato e minuti sprecati al telefono con la mia migliore amica.
Ah sì...La mia migliore amica. Io e Cassandra, per gli amici Cassie, ci conosciamo dal primo giorno di scuola di liceo ed è come se ci fossimo trovate.
Lei capisce me quando non voglio uscire ed io capisco lei quando fa affidamento sul mio carattere...
Ah già....Il mio carattere.
Dire che sono la ragazza più acida di Verona è un eufemismo.Vorrei avere un carattere diverso da quello che ho, perché quest'ultimo mi porta a ferire le persone che ho intorno, anzi, che amo perché dell'altra gente non m'importa...
Vedete, è impossibile! D'altronde con un passato come il mio non si può pretendere un carattere diverso. Non è che vi sia qualcosa di sbagliato nella mia famiglia, anzi ho due splendidi genitori che mi sostengono in tutto, ma è come se la mia vita fosse una bugia e non so se sono io la sbagliata o siamo tutti un po' sbagliati.

Leggi il Capitolo 1

giovedì 6 giugno 2019

Scritto da me - Ludovica


L'estate sta (finalmente!) arrivando e il nostro blog si arricchisce di un nuovo esperimento letterario: una storia a puntate, scritta da Ludovica P., che ci accompagnerà per le prossime settimane con pubblicazioni regolari.
Non perdetevela!


sabato 2 marzo 2019

Un capitano prepotente


Tutti odiano il lunedì, ma io lo adoro perché il pomeriggio ho allenamento di pallavolo. Voglio molto bene alle mie compagne di squadra, anche se lo scorso mese abbiamo avuto qualche problema.
Jessica, il capitano della squadra, aveva preso di mira la nuova arrivata Gaia, una ragazza timida ma fortissima nella schiacciata.
Jessica, essendo la figlia del coach, era considerata come la più brava e non sopportava l’idea di essere messa in ombra da nessuno, per questo la prendeva in giro affibbiandole dei nomignoli  imbarazzanti e facendole passare la voglia di giocare.  
Finché un giorno Jessica, mentre era in giro con le amiche, vide Gaia entrare in un centro di riabilitazione per tossicodipendenze: prese il telefonino e scattò delle foto in cui lei bussava e veniva accolta come una vecchia conoscenza dal personale.
Il giorno seguente, dopo l’allenamento, Jessica nello spogliatoio mostrò a tutte le foto di Gaia prendendola in giro e dandole della drogata. Gaia scoppiò a piangere e corse via.
Poco dopo fummo chiamate dal coach che aveva visto Gaia piangere. 
Chiese il motivo del litigio e, venuto a conoscenza di ciò che aveva fatto la figlia, la rimproverò e la esonerò dal torneo, nominando Gaia capitano.
Il coach, infatti, era a conoscenza del motivo per cui Gaia si recava così spesso in quel centro: suo fratello era un ex tossicodipendente e stava cercando di disintossicarsi.
Da quel giorno la squadra si è riunita: Jessica ha capito il suo errore e ora andiamo tutte d’amore e d’accordo.                                    


Sofia R.
Sara C.
Giorgia M.


sabato 3 novembre 2018

Diario di bordo

Giorno 0

Oggi per noi dell’isola di Buonasorte non è un giorno come tutti, perché torneranno diverse navi pirata dalle loro avventure, pronti a spendere le fortune accumulate nei loro viaggi o reclutare nuovi mozzi da portare in mare, e spero che oggi il mio lato timido si faccia da parte per far spazio al mio lato desideroso d’avventura. 
Camminando per il porto di Buonasorte, notai molti baristi e mercanti affrettarsi ad allestire le loro "baracche" e mettere in vendita le merci più richieste dai temuti pirati, ma si sa che i luoghi più frequentati sono i bar pieni di alcool e cibo. Andando avanti fino al porto notai, dietro gli scogli, un galeone pirata accompagnato da stormi di gabbiani; bastò qualche istante per rimanere ammaliato dalla bellezza di quel vascello. Tutto intorno a me era passato in secondo piano, una sensazione quasi indescrivibile. 
Qualche ora più tardi andai dentro la mia locanda di fiducia, dove servono il miglior rum dell’isola, forse anche dell’intero mondo. Avvicinandomi alla porta d’ingresso, udii canti che esprimevano libertà accompagnati da una melodia soave che scaldava gli animi di chi udiva la melodia. Entrai dentro la locanda senza rendermi conto a cosa sarei potuto andare incontro, mi affrettai ad andare al bancone e chiedere a Jack il solito bicchiere di rum mattutino; venni bloccato da un uomo molto robusto, ma altrettanto ubriaco.
"Chi sei?" mi domandò.
"Sono un uomo, proprio come te" risposi.
Un istante di silenzio, ma percepii un’elevata pressione provenire da quell’uomo; avrebbe potuto mettere in crisi anche il più carismatico dell’isola. Udii un boato di risate provenire da tutte le parti del locale, rimasi scosso senza capire quelle risate gioiose.
"Purtroppo mi sono dimenticato le buone maniere, chiedo scusa. Io sono Axel, capitano della ciurma degli Heartless e, come puoi vedere, questa è la mia ciurma. Adesso potrei sapere il tuo nome?" disse l’uomo.
"Il mio nome è Nathan Ray" dissi con il cuore in gola.
Iniziò a riflettere e a dire cose prive di valore per me, ma significative per tutti i presenti nella locanda. Con molta velocità mi afferrò la spalla e mi domandò: "Sto reclutando nuovi mozzi per la mia ciurma, in te ho visto qualcosa che in altri ragazzi non ho visto, vorresti unirti ai pirati di Heartless?"
In quel frangente il mio cuore stava per esplodere, non riuscivo a contenere tutte quelle emozioni positive dentro di me. Ero felice, sarei riuscito ad intraprendere l’ambita strada del pirata.
"Sì" urlai con un tono deciso e colmo di emozioni.
Il giorno seguente salpammo dal bellissimo ponte di Buonasorte in cerca di ricchezze.

Alex M.

giovedì 31 maggio 2018

Il nostro ebook


Finalmente, dopo tante fatiche, è pronta la prima raccolta delle storie degli alunni di 3 AP e 3 BP!
Le abbiamo dedicato un quadrimestre, scrivendo, correggendo, confrontando, copiando al computer e correggendo ancora. Divertendoci.

Nonostante le difficoltà, siamo riusciti a creare qualcosa di semplice e interessante dando vita a brevi racconti di avventura, d'amore o d'azione. 
Potete scaricare il libro, in formato .pdf o .epub,  cliccando sui link in basso. Buona lettura!


La copertina del libro


sabato 26 maggio 2018

Diario di bordo

Giorno 429.

Dopo il disastro avvenuto più di due settimane fa, nessuno dell’equipaggio si è ripreso completamente, anzi si sono iniziati a verificare dei casi di debolezza mentale, depressione e anche uno sviluppo improvviso di una strana malattia che ha colpito Bill; ora è sotto coperta nelle mani degli dei. 
Stiamo lentamente morendo di fame, non abbiamo la possibilità di pescare, perché tutte le canne da pesca le abbiamo rotte nel tentativo di salvare l’ultimo barile di rum finito la notte scorsa. D’altronde noi pirati poniamo sempre al primo posto il rum e dopo la nostra vita: si sa che senza rum un’avventura per mare vale meno di una moneta di rame. Le reti per pescare sono state rotte dagli squali. Chissà quanto pesce eravamo riusciti a catturare! Non lo saprò mai. 
Ho sentito discutere Bill con il dottore di bordo, la sua sentenza è tutto ciò che ci resta, e Bill ci sta per abbandonare. 
Alcuni della ciurma tramano in segreto per spodestare il nostro capitano Axel, perché ritenuto da loro un pessimo capitano della banda dei temutissimi pirati di Heartless. L’ammutinamento dovrebbe iniziare questa notte esattamente alle 00.00, quando la luna splenderà sul cielo stellato macchiandosi di sangue di traditori e di traditi. Io non prenderò parte a nessun combattimento, sono debole, come potrei ferire i miei stessi compagni d’avventura? Non ci riuscirei. Il capitano ci ha chiamato a raccolta sul ponte di comando per discutere della brutta piega che la nostra avventura aveva preso, e ha detto: “Consultando le mappe, ho impostato una nuova rotta che salverà la nostra ciurma; se non sarà così, lascerò la carica di capitano ad uno di voi ed io salterò dall’asse. Lo giuro sul mio nome”. Eravamo molto scossi, persino chi aveva ideato l’ammutinamento.
Sono passati undici giorni e dieci notti dalla dichiarazione del capitano Axel ed abbiamo trovato un’isola ricca di cibo. Ormai abbiamo la possibilità di scegliere ciò che più ci aggrada, perché su quest’isola c'è di tutto. Prima di ripartire il capitano ha pensato bene di riparare la nave dai danni subiti più di tre settimane fa, ma oltre alla riparazione della nave, stiamo costruendo delle nuove reti e delle nuove canne da pesca sperando non si rompano facilmente come le precedenti. Finito di fare scorta di viveri e di legno, abbandoneremo quest’isola e la ricorderemo come l’isola degli Heartless.


Alex M.

lunedì 5 marzo 2018

Limerick #2





I compagni stanchi della 3 A P
fanno i compiti tutto il dì.
Tra italiano ed agronomia
il cervello se ne va via,
i compagni stanchi della 3 A P.

(Ilenia, Hasya e Samuele)


Un uomo affamato in un ristorante
di pizze ne mangiò tante.
Eppure poco dopo
si spaventò di un topo,
quell'uomo ormai saziato al ristorante.

(Simone e Giuseppe)



sabato 3 marzo 2018

Limerick

Oggi in classe, per il laboratorio di scrittura creativa, abbiamo giocato a realizzare dei Limerick. Ecco qualche divertente risultato...


Un affamato professore abitante in montagna
entra in classe e si mangia una lasagna
quando è pieno
prende un treno
quel professore scroccone che abita in montagna.

(Ilenia e Hasya)


'Nu vicchje 'mbrijche mont' a la coste
va acciacchenne la fava toste.
La fava toste nnà ppo' acciacca'
e 'rcumince a rblastema',
lu vicchje nostre mont' a li coste.

(Davide, Andrea, Alessandro e Italo)